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Paideia è un'associazione culturale senza fini di lucro nata nella primavera del 2004 al fine di recuperare lo spirito di un'educazione di ampio respiro ed alta qualità, che privilegia una relazione docente / discente a contatto con la natura. Questo principio ispirava alcune scuole filosofiche greche, che il nome scelto vuole richiamare.

una lezione durante la scuola estiva di Otranto nel settembre 2002
una lezione durante la scuola estiva di Otranto nel settembre 2002

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Crisi della scuola e declino del paese

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Sarebbe questa la valutazione?

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Un estratto dell'intervento di Alberto Marradi in A. Baldissera, Cristina Coggi, Renato Grimaldi (curr.), Metodi di ricerca per la valutazione della didattica universitaria. Lecce: Pensa Multimedia 2007, pp. 347-352.

Sarebbe questa la valutazione? Note critiche sul modo in cui vengono valutate le ricerche dei dipartimenti, prendendo spunto dal caso di Firenze

di Alberto Marradi


Per valutare le ricerche è stata creata una tipologia cui si possono muovere diversi appunti:

1) non risulta alcuna distinzione fra i libri con un solo autore e i libri con più autori. Questa equiparazione è opportuna nel caso in cui gli autori plurimi appartengano allo stesso dipartimento (altrimenti un’applicazione formalista della norma porterebbe a valutare più volte la stessa opera).  Ma in tutti gli altri casi mette alla pari chi scrive un libro da solo e chi lo scrive insieme con altri (magari tre o quattro altri).

2)  la tipologia introduce una distinzione fra “saggio” e “articolo". In assenza di qualsiasi criterio per distinguere “saggi” da “articoli”, la valutazione è rimessa all’arbitrio delle varie commissioni. Possiamo pertanto avere un intervento occasionale in un convegno internazionale, finito negli atti e giudicato “saggio” dalla commissione X (10 punti) e un contributo di quaranta pagine in una rivista con referees giudicato “articolo” dalla commissione Y (2,5 punti). Quanto meno essere indicata una soglia minima per poter attribuire lo status di “saggio”.

3) Non solo non si distingue fra i libri con autore singolo e i libri con più autori, ma non si distingue neppure fra curatele che sono il frutto di un coordinamento di anni di progetti inter-ateneo e curatele che consistono solo nel mettere insieme gli atti di un convegno. E’ ovvio che non si può chiedere a chi valuta di ricostruire la genesi di ogni volume, ma si dovrebbe quanto meno valutare la presenza o meno di un corposo saggio introduttivo del curatore, e differenziare i punteggi in funzione di tale presenza o assenza.

4) L’esterofilia dei criteri pare troppo rigida, e tipica di un paese sottosviluppato.  Qualunque editore straniero vale a priori il doppio di qualunque editore italiano, e qualunque rivista straniera vale a priori il doppio di qualunque rivista italiana.

 

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